L'ITALIA CONTRO IL RAZZISMO - ARTISTI FAMOSI

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L'artista Raffaele Ciotola
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L'ITALIA CONTRO IL RAZZISMO

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''L'ITALIA CONTRO IL RAZZISMO''

L’ ITALIA CONTRO IL RAZZISMO Una bella ragazza dai tratti caucasici, coi capelli spartiti nel mezzo e con gli occhi chiari. E’ il ritratto dell’Italia aggiornato al 2020 eseguito da Raffaele Ciotola. Come nei francobolli, i segni di riconoscimento ci sono tutti: è turrita, ha lo stemma della Repubblica Italiana ben visibile alla base del collo, sullo sfondo un tricolore è lievemente mosso dal vento. Ma che vento soffia sull’Italia del 2020? Un vento che spira da destra e che porta con sé anche un incombente fascio di luce. Il quale illumina e mette in risalto la parte destra della giovane donna mentre quella di sinistra rimane, annerita, nell’ombra. Osservando con attenzione, i capelli della parte sinistra risultano senz’altro più scuri, anzi neri, corti e ricci. Segno forse di un graduale mutamento genetico, tratti somatici africani che inserendosi nel DNA della popolazione del Bel Paese la sta facendo diventare per metà di colore. Può darsi che il dipinto vada visto invece come metafora della polarizzazione politica che anima gli italiani di questi tempi: metà degli abitanti che vogliono un’Italia degli italiani (la Destra) e l’altra metà (la Sinistra) che ne auspica una che accolga e includa i migranti nella nostra società oramai globalizzata. Al di sopra delle due fazioni, però, il titolo del quadro non lascia dubbi: l’autore si schiera in ogni caso contro il razzismo. Quel razzismo, confessato e sconfessato al tempo stesso, che si annida nella parte buia dell’Italia, nelle sue viscere, ma che emerge troppo spesso con episodi violenti e assolutamente gratuiti sulle pagine della cronaca quotidiana. Il razzismo appartiene a tutti, sembra comunicarci l’artista, e lui con questo quadro esorta ad identificarlo e a combatterlo. L’Italia deve essere contro il razzismo, contro ogni razzismo.

Anna Amendolagine






Curatore d'arte contemporanea, critico, giornalista.

Curatore indipendente, critico e giornalista vive e lavora tra Roma e Rimini. Già funzionario dell’Area della Promozione Culturale presso il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, all’estero ha svolto l’incarico di Direttore di Istituti Italiani di Cultura, Addetto culturale e Lettore universitario.
La sua attività curatoriale inizia a partire dal 2003 e comprende l’ideazione e la realizzazione di mostre, testi critici e cataloghi d’arte, rassegne ed eventi culturali in collaborazione con Istituzioni pubbliche e private sia in Italia che all’estero.
Membro della giuria o del Comitato Scientifico nei seguenti concorsi o premi: ‘G.L.G.Byron XVI edizione Mostra Concorso PREMIO CITTA' DI TERNI 2020’; V° edizione della Mostra di Arte Contemporanea ARTE E’ DONNA, marzo 2020; ‘Premio Video Art Award 2018: OLTRE IL CORTO, BEYOND SHORT FORMAT’, Italy-South Africa; ‘Premio COMEL 2016’.
Giornalista pubblicista e Addetto ufficio stampa ha scritto numerosi articoli di arte e cultura pubblicati su varie testate giornalistiche e riviste, cartacee e online.
Ha ricoperto il ruolo di Coordinatore Tecnico Europeo per due importanti progetti culturali dell’Unione Europea PETRA e LEONARDO dal 1993 al 1998.


L'artista Raffaele Ciotola nasce a Napoli il 17 ottobre 1964, sostenuto da una madre attenta e sensibile che promuove i suoi studi, assecondando la sua indole artistica. Consegue il diploma di maturità artistica e quello di Maestro d'Arte all'Istituto Statale d'Arte "Filippo Palizzi" di Napoli nel 1983. Fin da giovanissimo si dedica alla pittura in modo professionale e, dopo aver esordito nel 1980 in occasione di una mostra collettiva nella sua città natale, proseguirà partecipando ad altre collettive e personali in numerose città italiane fino al 2002 (Piano di Sorrento, S.Anna a Napoli, Miano, Viterbo, Milano). Viene premiato dal prof. Franco Girosi, insigne artista napoletano del secolo scorso, con la medaglia d'oro alla Biennale Nazionale di Arte sacra a Torre del Greco nel 1980. Fondamentali per la sua formazione gli incontri con il prof. Girosi e con l'artista Luigi Signore, considerato al momento tra i migliori scultori presepiali in Italia. Intraprende gli studi musicali, frequentando il corso di canto presso il Conservatorio di Napoli, ma l'incontro avvenuto a Roma nel 1987 con il maestro Renato Guelfi, cantante lirico e pittore, sarà determinante per la sua crescita professionale, tanto da portarlo ad esibirsi come cantante in alcuni teatri nazionali (Lecce, S.Maria di Leuca, Ronciglione, Villa Pignatelli a Napoli). Tra i riconoscimenti a lui attribuiti, si menzionano: la medaglia d'oro al Premio "La Triade", Palazzo Sormani - Sala del Grechetto - Milano; il diploma d'onore a S.Anastasia, Napoli. Al 2002 risale la mostra personale nella Tuscia, in occasione della quale espone per la prima volta alla Sala Anselmi di Viterbo. Il suo stile pittorico e la sua produzione si contraddistinguono per l'uso intenso del colore e per gli effetti chiaroscurali, esprimendo una libertà creativa ed un'energia vitale smisurata, senza nascondere emozioni forti ed eloquenti, lasciando a chi osserva una speranza, una luce, quella che conduce oltre la solitudine sfumando ruoli e convenzioni sociali. Infatti, dalla fine degli anni '90, la sua attività si concentra maggiormente su temi di attualità e risente dell'impegno civile speso contro l'omofobia e i comportamenti discriminatori, rendendosi propugnatore di messaggi anticonformisti, tuttavia ispirati da valori etici universali. Nel 2003 crea il movimento artistico "Stop Homoph Art" che si prefigge di diffondere la cultura del rispetto e della lotta contro l'omofobia. Da questa sua battaglia nasce "La Madonna degli omosessuali", divenuta l'opera emblematica della sua produzione, che per la prima volta sarà esposta (una copia) al teatro Mercadante di Napoli il 18 ottobre 2014. È così che ai paesaggi e alle visioni oniriche, a quelle ermetiche e metafisiche della prima fase, si sostituiscono opere di riflessione e giudizio, che vengono ben accolte dal pubblico e dalla critica, suscitando anche l'attenzione di Jean-Louis Cougnon, Capo Divisione presso la Direzione generale del Parlamento Europeo.



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